STORIA DELLA NAUTICA A VARAZZE

14.08.2014 19:10

Ad Navalia—Varagine—Varazze :

una storia lunga 2000 anni di mare, cantieri, navi e persone

 

La mostra permanente “Museo del Mare ”, attesa da diverse generazioni di varazzini, ha trovato un seppur piccolo ed insufficiente, suo spazio importante presso i locali della nuova Marina di Varazze a partire dall’ottobre 2009. La sala espositiva non pretende di erigersi a museo ma è significativa impronta per il futuro, soprattutto per i giovani di una Varazze-Ad Navalia che tanto glorioso passato ha scritto nella storia della cantieristica, marineria, e della vela mondiale.

Ad Navalia, così indicata anticamente sulla tavola Peutingeriana, rappresentava un centro di abili maestri di cantieri già in epoca romana e successivamente all’epoca di Carlo Magno. Galee genovesi costruite nei cantieri varazzini al servizio di Papa Innocenzio IV, il genovese Senibaldo Fieschi, che sostò anche presso la città nel 1244. Nel 1246 venne bandita l’ultima crociata ove gran parte delle navi di Luigi XII di Francia furono costruite presso la nostra città. In epoca medioevale si afferma l’abilità dei cantieri così come dei numerosi capitani e marinai varazzini, sempre al fianco della Repubblica di Genova.

Nel XVI e XVII sec. il ritmo delle costruzioni navali sul nostro litorale si fa particolarmente intenso. La diffusione delle armi da fuoco spinge i varazzini ad inventare la corazzata: nave i cui punti vitali erano rinforzate con lastre di piombo per fermare i colpi di archibugio. La prima, la Sant’Anna, comandata da Andrea Doria nel vittorioso assedio di Tunisi, con a bordo 350 marinai, 4 ponti coperti, diverse coronate per i cannoni, suscitò l’interesse di sua Maestà britannica. Il Grand Henry fu quindi ordinata a Varazze e pagata 15.000 sterline d’oro: sarà la prima corazzata inglese.

L’abilità dei varazzini si diffonde in Francia dove alcuni sono chiamati a dirigere il cantiere della Biscaglia ed a fondare quelle di Bordeaux e Le Havre (1669) . Con il ‘700 su molte navi varate alla foce del Teiro non sventola più la bandiera di San Giorgio, la potenza della Superba è in declino ma le commissioni giungono numerose dall’estero. Dal 1800 al 1865 Varazze conosce un’aurea epoca industriale. Dalla sua spiaggia vengono varate, per diverse marinerie, ben 1.700 navi per la navigazione oceanica; oltre 2.000 legni per il servizio di piccolo cabotaggio, specialmente con la Francia e le Isole.

Tra gli armatori, quelli camoglini fanno la parte del leone, intensi i rapporti tra le due cittadine ed alcuni, quale Prospero Lavarello, per seguir meglio la costruzione delle proprie navi, prese casa in Varazze.

Alla fine del XIX secolo forte il legame con in Sud America dove molti varazzini impiantano scali. Si affermano i costruttori: Aschero, Cerruti, Guastavino, Craviotto, Ferro, Bollo, Tassara, Vallarino e Vallino. Durante il primo conflitto mondiale i cantieri Ottonello e Guastavino, insieme a quello di Attilio Bagnasco, costruiscono MAS per la Regia Marina. Praticamente tutte le famiglie cittadine sono diversamente impegnate nel lavoro della cantieristica o della navigazione. La Varazze del ‘900 è un brulicare di corderie, velerie, artigiani e maestranze. Continua la tradizione nel XX secoli anche con piccoli costruttori come i Ghigliotto, Ottonello, Fazio, Cattaneo, Cirona, Colombo, Parodi, Protto, Guastavino e Oderigo.

Gente di Mare Varazze ha dato i natali a legioni di navigatori e marinai : da Lanzerotto Malocello che nel ‘200 scoprì la Canarie fino a Simone Canepa, ufficiale della Regia Marina che nella spedizione artica del Duca degli Abruzzi nel 1900 raggiunse 86°34’ di latitudine Nord. Per non dimenticare i capitani genovesi di origine di Varagine: Orlando Aschero due volte vincitore dei Pisani, Guglielmo Solaro capitano contro la ribelle Monaco, Gian Tommaso Morchio espugnatore di Malta .

Gli esploratori della seconda metà dell’800 G.B.Cerruti è re dei Sakai e Giovanni Gaggino circumnaviga il globo è Mandarino in Oriente.

Le attrezzature di bordo rappresentano particolari delle imbarcazioni e della vita sul mare: lanterne, fanali, strumentazioni per la rotta quali sestanti.

Fotografie ed Immagini illustrano nel percorso la Varazze del mare che fu: imbarcazioni, cantieri e le tante maestranze. Il museo è dotato di schermo per scorrimento delle foto dal vasto archivio grazie anche alla collaborazione di www.varagine.it

Maestri d’ascia e calafati - la piccola mostra raccoglie alcuni cimeli legati all’attività delle maestranze che tanto resero famosa Varazze nella storia della marineria insieme a funai, fabbri, velai, carpentieri e segantini che popolavano il litorale di Varazze tra il XVIII-XX secolo.

Modellismo - numerosi e pregevoli i modellini di scafi che raccoglie ad oggi la mostra iniziata con il lascito Giuseppe Saettone e proseguita da numerosi modellisti varazzini e "foresti". Questi raffigurano imbarcazioni del passato e d’oggi: espressione di un arte nella lavorazioni.

 

I Cantieri Baglietto

Nel 1854 Pietro Baglietto fondò i cantieri che tanta storia fecero nel secolo a venire della nautica da diporto e dei campi da regata in tutto il mondo. Infatti è sul finire dell’epoca d’oro della vela che il piccolo scalo del “Gabbiano” andrà ad affermarsi con il naviglio leggero: Papi, Re, principi e capi di Stato, personalità del mondo dell’arte (basti ricordare il motor yacht Cio Cio San di Giacomo Puccini) e della finanza resero delle opere dei nostri maestri d’ascia delle vere e proprie “Ferrari del Mare”. Nel 1895 "Pirata" vince tutte le regate di Cannes ma alla vela si affiancano i primi motoscafi (SIAM: Società Italiana Automobili Marittime) che segneranno record di velocità. A Pietro seguono i figli Stefano (aviatore), Giobatta, Bernardo e Vincenzo Vittorio; questi ultimi due porteranno avanti il cantiere di famiglia. Si fonda nel 1907 la CIVES per la scuola di pilotaggio e costruzioni di idrovolanti: nasceranno a Varazze sino al 1919 ben 1.500 aerei. Negli anni ’20-’30 non si contano le vittorie sia di velocità con i motoscafi (Ravanello nel 1933 velocità 66 nodi, Asso nel 1934 velocità 74 nodi) che nella vela: Bona vince sia la coppa di Francia che quella d’Italia (1934). Con il secondo conflitto mondiale riprese la costruzione dei MAS e la conversione bellica del cantiere. Gli anni a seguire ’50-’60 della ricostruzione vedranno gli yacht da diporto Baglietto alle più importanti fiere internazionali suscitando l’ammirazione mondiale gli scafi realizzati a Varazze.

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